Arrivai quasi per caso ai piedi della falesia denominata
“Hotel Cornus”.
Tante e tante volte sono andato al mare in un posto che amo
particolarmente situato a pochi km da lei chiamato “Su Riu” , ma non
immaginavo che in quella zona potesse esserci un piccolo tesoro nascosto.
Mi incuriosii tanto quando alcuni amici me ne parlarono offrendosi di
accompagnarmi non appena avessi avuto tempo…ed essendo io uomo
curioso ed appassionato, il tempo l’ho trovato con piacere.
Una splendida e calda domenica di sole ci guido’ fino all’indicazione
per il sito archeologico di Cornus; dopo circa un km di stradina stretta e
sterrata e le smadonnate per i raschi dei rovi agli sportelli, arrivammo in
uno spiazzo dove lasciare le macchine.
Da dove ero seduto, l’unica cosa che intravedevo era un boschetto
fitto, nel mezzo del quale si intravedeva un po’ di roccia.
Ci fermammo.
Sempre più incuriosito scesi dalla macchina e mi stiracchiai prendendo
un bel respiro…ah…com’era piacevole e fresca la brezza che mi stava
avvolgendo, portando con sé odori e sapori familiari..
..e insieme il miagolio di un piccolo gattino randagio e affamato, sopra
tutto di compagnia..guardiano fortunato di un posto per me nuovo.
Afferrai una piccola razione di cibo e la condivisi con lui, che felice cominciò
a ronfare..
Che voglia di arrampicare!
Con il gruppo caricammo gli zaini in spalla e ci avviammo verso la
falesia che ancora non avevo ben chiara.
Man mano che percorrevo la discesa, il posto cominciò ad apparire per come
realmente era..il verde si infittì e l’aria diventava sempre più fresca e ricca.
Un profumo di carne arrosto’ assalì piacevolmente le mie narici..
”Cacciatori” pensai.
Finimmo la discesa e incominciò una piccola salita,tempo pochi minuti
e arrivammo a destinazione.
Dio…che bellezza..!
La prospettiva, dallo spiazzo delle macchine, me l’aveva fatta
percepire totalmente sfalsata..non era molto alta ma di una roccia così
particolarmente disegnata e dai colori caldi, piccola oasi per scalatori..con
tante vie.
Poggiai lo zaino sempre più estasiato..essendo un chiodatore pensai
che chi aveva fatto queste vie aveva fatto proprio un bel lavoro, non vedevo
l’ora di provarle!
Mi ripresi dai pensieri quando sentii il vociare festoso dei miei
compagni che si precipitavano a salutare un gruppo di persone che
arrostivano tutti contenti intorno alle braci, e che a loro volta si agitavano
per il nostro arrivo..non cacciatori quindi…ma climbers come noi..!
Uno di loro si alzò e mi si avvicinò sorridente, la mano tesa e aperta e
mi disse “ciao, io sono Phil” e strinse la mia con decisione dandomi una
pacca sulla spalla per un piacevole e sincero benvenuto..contento che
fossimo lì.
Lo riconobbi subito, lo incontravo spesso in quel fantastico mare là
vicino..era Filippo Canu, il padrone di casa.
E a casa, per tutto il tempo in cui ho parlato con lui, arrampicato,
goduto in quel posto ricco di emozioni..mi sono sentito.
Grazie Phil..
Uelà Filippo…e quindi domani ci si incontra qui, non ho capito dove sia esattamente ma sembra bello.
A si bi’
Arrivai quasi per caso ai piedi della falesia denominata
“Hotel Cornus”.
Tante e tante volte sono andato al mare in un posto che amo
particolarmente situato a pochi km da lei chiamato “Su Riu” , ma non
immaginavo che in quella zona potesse esserci un piccolo tesoro nascosto.
Mi incuriosii tanto quando alcuni amici me ne parlarono offrendosi di
accompagnarmi non appena avessi avuto tempo…ed essendo io uomo
curioso ed appassionato, il tempo l’ho trovato con piacere.
Una splendida e calda domenica di sole ci guido’ fino all’indicazione
per il sito archeologico di Cornus; dopo circa un km di stradina stretta e
sterrata e le smadonnate per i raschi dei rovi agli sportelli, arrivammo in
uno spiazzo dove lasciare le macchine.
Da dove ero seduto, l’unica cosa che intravedevo era un boschetto
fitto, nel mezzo del quale si intravedeva un po’ di roccia.
Ci fermammo.
Sempre più incuriosito scesi dalla macchina e mi stiracchiai prendendo
un bel respiro…ah…com’era piacevole e fresca la brezza che mi stava
avvolgendo, portando con sé odori e sapori familiari..
..e insieme il miagolio di un piccolo gattino randagio e affamato, sopra
tutto di compagnia..guardiano fortunato di un posto per me nuovo.
Afferrai una piccola razione di cibo e la condivisi con lui, che felice cominciò
a ronfare..
Che voglia di arrampicare!
Con il gruppo caricammo gli zaini in spalla e ci avviammo verso la
falesia che ancora non avevo ben chiara.
Man mano che percorrevo la discesa, il posto cominciò ad apparire per come
realmente era..il verde si infittì e l’aria diventava sempre più fresca e ricca.
Un profumo di carne arrosto’ assalì piacevolmente le mie narici..
”Cacciatori” pensai.
Finimmo la discesa e incominciò una piccola salita,tempo pochi minuti
e arrivammo a destinazione.
Dio…che bellezza..!
La prospettiva, dallo spiazzo delle macchine, me l’aveva fatta
percepire totalmente sfalsata..non era molto alta ma di una roccia così
particolarmente disegnata e dai colori caldi, piccola oasi per scalatori..con
tante vie.
Poggiai lo zaino sempre più estasiato..essendo un chiodatore pensai
che chi aveva fatto queste vie aveva fatto proprio un bel lavoro, non vedevo
l’ora di provarle!
Mi ripresi dai pensieri quando sentii il vociare festoso dei miei
compagni che si precipitavano a salutare un gruppo di persone che
arrostivano tutti contenti intorno alle braci, e che a loro volta si agitavano
per il nostro arrivo..non cacciatori quindi…ma climbers come noi..!
Uno di loro si alzò e mi si avvicinò sorridente, la mano tesa e aperta e
mi disse “ciao, io sono Phil” e strinse la mia con decisione dandomi una
pacca sulla spalla per un piacevole e sincero benvenuto..contento che
fossimo lì.
Lo riconobbi subito, lo incontravo spesso in quel fantastico mare là
vicino..era Filippo Canu, il padrone di casa.
E a casa, per tutto il tempo in cui ho parlato con lui, arrampicato,
goduto in quel posto ricco di emozioni..mi sono sentito.
Grazie Phil..
scritto da “kalledda” tratto dal sito SHARDOCK.